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lunedì, 28 luglio 2008

Follia

Follia

 

 

Chissà cos'è...

che fa mutare umore senza un perché,

senza un motivo

senza ragione, in modo quasi istintivo.


E tu lo sai ?

che a volte t'amo e a volte ti lascerei

senza un motivo

e a tutto questo poi ci sopravvivo.


Forse è follia

ma se lo fosse non è solo la mia;

epidemia...

tutti colpiti dalla stessa malattia.


Non sono pronto

non voglio nessun tipo di confronto,

ho perso il conto, ormai:

della mia vita questa è l'alba o il tramonto?


E dimmi perché

tu sei tranquilla, tu non fai come me

i tuoi mutamenti

sono leggeri e lenti, ma mai violenti.

 

E tu lo sai ?

che tutto questo non mi ha convinto mai,

i tuoi mutamenti

più che reazioni sembran quasi lamenti.

 

Forse è follia

ma se lo fosse non è solo la mia;

epidemia...

tutti colpiti dalla stessa malattia.

 

Non sono pronto

non voglio nessun tipo di confronto,

ho perso il conto, ormai:

della mia vita questa è l'alba o il tramonto?

 

armando (ik) - primavera 1987

 

postato da: suffisso alle ore 08:27 | link | commenti (20)
categorie: le mie canzoni
lunedì, 21 luglio 2008

il deserto fiorito

Anche questa canzone è presente nel piccolo sito web
dove ho raccolto alcuni miei brani e che molti di voi,
quindi, già conoscono...
La ripropongo qui per quei che ancora
(e sono davvero molti)
non la conoscessero ;-)

Approfitto per augurarvi serenità e,
per chi può già farle...
Buone Vacanze!

armando (ik)

 

Il deserto fiorito

 

 

Sai? sciupo il sogno dentro un sole malato

c'è una pietra che aspetta
tra quei solchi nel prato

una coppa di sangue che la storia ci rende

parzialmente scremato,

una croce di legno, portavoce che svende

il peccato al mercato.

 

Sai? leggo nell'ombra,
scrivo finché c'ho fiato

c'è una zolla di terra che descrive il palato

c'è l'amore che stende sulle stesse leggende

quando il cuore è bagnato,

c'è la fede che offende,
quella che si difende

e non mi sono schierato.

 

Mai, nel mio cielo,
ho dipinto di rosa il passato

non ha altro vangelo
tra le mani pulite Pilato

il deserto fiorisce
nello sguardo di chi è innamorato

ed il prezzo stupisce
senza sconto all'ipermercato.

 

(strumentale)

 

Sai? si sente il mare
dentro il calice del mio fato

e il sapore dei giorni
dentro un suono che s'è lacerato

nell'odore dei campi una luce cadente

giù dal cielo adombrato,

nella notte quei lampi
come vita sorgente

...e mi sorprende il boato.

 

Mai, nel mio cielo,
ho dipinto di rosa il passato

non ha altro vangelo
tra le mani pulite Pilato

il deserto fiorisce
nello sguardo di chi è innamorato

ed il prezzo stupisce
senza sconto all'ipermercato.

 

 

armando (ik) - giugno 1993

 

 


postato da: suffisso alle ore 10:12 | link | commenti (19)
categorie: le mie canzoni
giovedì, 10 luglio 2008

prodigi

anche questo testo l'avevo già postato...
ma, visto che l'ho registrata e inserita nel mini sito delle mie canzoni...
ho creduto opportuno riproporla qui ;-)

P.S. a sproposito... prima o poi riproporrò anche "la boccia di vetro" per far si che abbia almeno un commento ;-)  ...dato che tra l'altro è anche quella che attualmente preferisco

P.P.S. ancora grazie a tutti per le belle parole che mi regalate.

 

Prodigi

 

 

dispersi nella farsa...

forse falla tra folla e follia

d'una borsa con ruote da corsa

da vuote stazioni alla ferrovia

 

con due manici grigi...

di valigia imbottita di giorni

e litigi trasformati in prodigi

disegnando di parigi i contorni

 

e non era poi brutto...

il palazzo coi suoi tubi d'arte

dov'è scritto: "polizia dappertutto

ma giustizia da nessuna parte"

 

allontanarsi dalla linea gialla

allontanarsi dalla linea

gialla come fieno nella stalla

come quella che in terra delinea

il confine tra stazione e rotaia

tra finestre di luce e vita operaia

 

quattro note d'insieme...

di chitarre e di giovane fiato

a interrare di gioia quel seme

poi sperare che venga innaffiato

 

come amici un po' grigi...

siamo attori ed attrici e costumi

siamo foto scattate a parigi

e memoria alla storia quei lumi

 

di cimiteri in omaggio...

passeggiati tra i viali e le lapidi

come specchi della fine del viaggio

nei riflessi di quei giorni rapidi

 

allontanarsi dalla linea gialla

allontanarsi dalla linea

gialla come fieno nella stalla

come quella che in terra delinea

il confine tra stazione e rotaia

tra finestre di luce e vita operaia

 

armando (ik) - giugno 2007

 

postato da: suffisso alle ore 02:30 | link | commenti (23)
categorie: le mie canzoni
giovedì, 26 giugno 2008

NON PIANGERE

Non piangere (e la luce filtra dalle imposte)

   (CLICCARE SULL'ICONA PER ASCOLTARE LA CANZONE)

 

Semplici ritagli di luce,

forse, posti casualmente

nella penombra di giorni

così tranquillamente sopiti.

 

Questi sono pochi attimi;

momenti di felicità pacata,

lontani dalla gioia chiassosa

di chi mi circonda e non mi vede.

 

E non importa chi sta suonando;

la voce canta per chi vuole ascoltare,

per chi percepisce il presente

e non teme di soffrire il futuro.

 

Ma tu non piangere adesso,

lascia che siano i ricordi,

riponi le tue lacrime

e lascia splendere gli occhi.

 

In fondo, non c'è motivo,

anche oggi sarà bello, domani,

le lacrime saranno ricordi...

non piangere più, ormai.

 

E non importa chi sta suonando;

la voce canta per chi vuole ascoltare,

per chi percepisce il presente

e non teme di soffrire il futuro.

 

armando (ik) - agosto 1992

 

 

 

postato da: suffisso alle ore 17:13 | link | commenti (29)
categorie: le mie canzoni
lunedì, 16 giugno 2008

Siamo

La ripubblico, dopo circa un anno... solo perché l'ho finalmente registrata e inserita nella pagina web dove ho già depositato altre mie canzoni.

Ascoltabile cliccando sul titolo o sull'icona musicale.

La pagina web dove potrete trovare le altre mie registrazioni è raggiungibile cliccando qui sotto:

ARMANDO (IK)

 


 

Siamo

 

 

siamo sabbia in un pugno che afferra
rabbia repressa dentro questo viavai
e come insetti in assetto da guerra
sferriamo offensive contro i passi carrai

ma dietro specchi e vetrine assordanti
ci siamo spenti quasi fossimo hi fi
rotti e persi nelle notti eleganti
come commessi del senno del mai

perchè siamo esche su lenze pensanti
a volte lettori altrimenti librai
tracciamo segni a formare lamenti
ma su forme di sogni e di calamai

come razza ballerina e poi coppia
danzante in preda a patti e stoviglie
noi politici del giorno che scoppia
scendiamo in piazza a mostrar meraviglie


siamo la patina opaca e ostinata
che si deposita in questo presente
e non accetta che sia spolverata
aspetta uno scopo e vive di niente


acrobati a spasso in cerca di stima
e amici fragili di fiaschi e di calici
siamo amori che il mondo concima
fino in fondo ai complessi più semplici

siamo scomparti per tristi argomenti
estinti dal tempo e disposti in solai
riposti stinti e consunti indumenti
che ti sorprendi io un giorno indossai

noi frati persi fra versi e frammenti
spenti come spesso si spegne un hi fi
siamo scomparsi in rimorsi e commenti
sepolti fra incolti campi di guai

ma siamo soli dipinti e mai arte
col dito immerso in due dita di brandy
di antichi miti di sonno e di carte
e istanti lenti che a tratti sospendi


siamo la patina opaca e ostinata
che si deposita su questo presente
e non accetta che sia spolverata
aspetta uno scopo e vive di niente

 

armando (ik)

 

postato da: suffisso alle ore 11:02 | link | commenti (17)
categorie: le mie canzoni