lunedì, 11 giugno 2007

Prodigi

PRODIGI


dispersi nella farsa...
forse falla tra folla e follia
d'una borsa con ruote da corsa
da vuote stazioni alla ferrovia

con due manici grigi...
di valigia imbottita di giorni
e litigi trasformati in prodigi
disegnando di parigi i contorni

e non era poi brutto...
il palazzo coi suoi tubi d'arte
dov'è scritto: "polizia dappertutto
ma giustizia da nessuna parte"

allontanarsi dalla linea gialla
allontanarsi dalla linea
gialla come fieno nella stalla
come quella che in terra delinea
il confine tra stazione e rotaia
tra finestre di luce e vita operaia

quattro note d'insieme...
di chitarre e di giovane fiato
a interrare di gioia quel seme
poi sperare che venga innaffiato

come amici un po' grigi...
siamo attori ed attrici e costumi
siamo foto scattate a parigi
e memoria alla storia quei lumi

di cimiteri in omaggio...
passeggiati tra i viali e le lapidi
come specchi della fine del viaggio
nei riflessi di quei giorni rapidi

allontanarsi dalla linea gialla
allontanarsi dalla linea
gialla come fieno nella stalla
come quella che in terra delinea
il confine tra stazione e rotaia
tra finestre di luce e vita operaia


armando (ik) - giugno 2007

postato da: suffisso alle ore 11:35 | link | commenti (31)
categorie: le mie canzoni
venerdì, 08 giugno 2007

rrock

RROCK

ma non era così
che mi avevano detto il mare
no, non era così
e poi tanto di notte
cosa vuoi mai vedere
qui c'è uno che grida
che dice ch'è tardi
e bisogna partire
qui c'è uno che grida
e si deve partire

e mio padre non c'è
è rimasto da solo a masticare la strada
perché dice che tanto
sarà guerra comunque
e dovunque si vada
l'ho lasciato alla porta di casa
che sputava per terra
come fosse un saluto
l'ho lasciato che sputava per terra
come se fosse un saluto

ma non era così
che mi credevo di andare
no, non era così
come un ladro, di notte
e mio padre alla porta di casa
che guardava per terra
come se avesse saputo
e mio padre che guardava per terra
come se avesse saputo

Gianmaria Testa
postato da: suffisso alle ore 00:37 | link | commenti (2)
categorie: radio-grafia
venerdì, 01 giugno 2007

Lesa maestà

LESA MAESTA'


Perché dirsi ciao, amore, se negli occhi ti leggo tristezza?
se ormai ha perso ogni valore il calore di una carezza.
Le mura crollano sotto i colpi di sogni infranti
e non si placano: secoli di storia; di poeti e di santi.
Le piazze scoppiano sotto i colpi di chi è "stato"
e le scene cambiano, ma la morte conquista il mercato.

E la sera...
la sera non chiederti più
come eravamo,
lo sai bene...
lo sai bene anche tu
com'è duro, oggi, dirsi "ti amo"

E la sera...
la sera è già notte
contando le stelle
che la sera...
disegnano rotte
come rughe sulla tua pelle

Perché dirsi ciao, dolcezza, se negli occhi ti leggo paura?
se c'è un senso di insicurezza e la salvezza è già un'avventura.
Gli ideali svaniscono sotto i colpi di fedi deluse
e pian piano riaprono le ferite che si erano chiuse.
D'amore si muore sotto i colpi di questa realtà
che ti batte nel cuore come un senso d'angoscia, di lesa maestà.

E la sera...
la sera non chiederti più
come eravamo,
lo sai bene...
lo sai bene anche tu
com'è duro, oggi, dirsi "ti amo".

E la sera...
la sera è già notte
contando le stelle
che la sera...
disegnano rotte
come rughe sulla tua pelle.



armando (ik) - 30 Maggio 1990


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categorie: le mie canzoni