riusciamo ad essere gelosi della nostra vita...
anche quando, in fondo, non ne siamo più così innamorati
PRODIGI
dispersi nella farsa...
forse falla tra folla e follia
d'una borsa con ruote da corsa
da vuote stazioni alla ferrovia
con due manici grigi...
di valigia imbottita di giorni
e litigi trasformati in prodigi
disegnando di parigi i contorni
e non era poi brutto...
il palazzo coi suoi tubi d'arte
dov'è scritto: "polizia dappertutto
ma giustizia da nessuna parte"
allontanarsi dalla linea gialla
allontanarsi dalla linea
gialla come fieno nella stalla
come quella che in terra delinea
il confine tra stazione e rotaia
tra finestre di luce e vita operaia
quattro note d'insieme...
di chitarre e di giovane fiato
a interrare di gioia quel seme
poi sperare che venga innaffiato
come amici un po' grigi...
siamo attori ed attrici e costumi
siamo foto scattate a parigi
e memoria alla storia quei lumi
di cimiteri in omaggio...
passeggiati tra i viali e le lapidi
come specchi della fine del viaggio
nei riflessi di quei giorni rapidi
allontanarsi dalla linea gialla
allontanarsi dalla linea
gialla come fieno nella stalla
come quella che in terra delinea
il confine tra stazione e rotaia
tra finestre di luce e vita operaia
armando (ik) - giugno 2007
LESA MAESTA'
Perché dirsi ciao, amore, se negli occhi ti leggo tristezza?
se ormai ha perso ogni valore il calore di una carezza.
Le mura crollano sotto i colpi di sogni infranti
e non si placano: secoli di storia; di poeti e di santi.
Le piazze scoppiano sotto i colpi di chi è "stato"
e le scene cambiano, ma la morte conquista il mercato.
E la sera...
la sera non chiederti più
come eravamo,
lo sai bene...
lo sai bene anche tu
com'è duro, oggi, dirsi "ti amo"
E la sera...
la sera è già notte
contando le stelle
che la sera...
disegnano rotte
come rughe sulla tua pelle
Perché dirsi ciao, dolcezza, se negli occhi ti leggo paura?
se c'è un senso di insicurezza e la salvezza è già un'avventura.
Gli ideali svaniscono sotto i colpi di fedi deluse
e pian piano riaprono le ferite che si erano chiuse.
D'amore si muore sotto i colpi di questa realtà
che ti batte nel cuore come un senso d'angoscia, di lesa maestà.
E la sera...
la sera non chiederti più
come eravamo,
lo sai bene...
lo sai bene anche tu
com'è duro, oggi, dirsi "ti amo".
E la sera...
la sera è già notte
contando le stelle
che la sera...
disegnano rotte
come rughe sulla tua pelle.
armando (ik) - 30 Maggio 1990