giovedì, 31 maggio 2007

Dammi retta

Dammi retta
(la fiera dell'abitudine)

Non ti chiedo mai cos'è successo
o forse veramente
non te l'ho chiesto spesso
che in fondo lo so... e tu lo sai
che non c'è più niente
da aggiungere adesso

Dammi retta, ché dove sia virtù
sarebbe deprimente
non lo sapessi neanche tu
ché non è chi parte, ma chi resta
quello che è assente
quello che non c'è più

Bevo whisky per non dimenticare
che sono cosciente
e poi ho già smesso di volare
ma corro incontro ai miei rischi
al gioco innocente
che vuoi trasformare

Meravigliosa solitudine
di banchi e ombrelloni
alla fiera dell'abitudine
dove stanchi d'ogni cosa
lo sguardo si ferma ai suoni
della nostra inquietudine

Mi hai scritto dal tuo futuro
ma io sono cresciuto
e non sapevo se tenerti all'oscuro
o mostrarti il mio cuore sfitto
predisposto al saluto
...e misuro i miei passi sicuro

Dammi retta, dove sia il torto
sarebbe deprimente
sapessi e non mi fossi accorto
ché non è chi parte, ma chi resta
quello che è assente
quello che è morto

E ancora cerco tra le bancarelle
un ricordo decente
un sorriso, o quelle coccinelle
e quanto, insieme, abbiam sofferto
ti torna in mente?
da un ospedale a contar le stelle

Meravigliosa solitudine
di banchi e ombrelloni
alla fiera dell'abitudine
dove stanchi d'ogni cosa
lo sguardo si ferma ai suoni
della nostra inquietudine

armando (ik) - novembre 2004

postato da: suffisso alle ore 15:41 | link | commenti (8)
categorie: le mie canzoni
mercoledì, 30 maggio 2007

Veniva a recitar poesia

VENIVA A RECITAR POESIA




C'è qualcosa che sfugge e svanisce
tra il catrame e il cemento di questa città
ché c'è ruggine oggi e non si capisce
se già c'era o se sia novità

C'è vertenza tra me e i miei pensieri
sul passato passato allo straccio...
ma non penso volentieri al tuo ieri
o se ci penso... poi non lo faccio

Io... opero ancora a cuore aperto
ma la prognosi è timida e riservata
proprio come suonare a un concerto
e sentirsi una nota stonata

Tiro su ogni giorno un bel muro
per proteggermi dalle emozioni
e non importa, ma non sono sicuro
che la porta sia nelle canzoni

Il futuro è retaggio mentale
costruito sulla storia che ho già
nello spazio tra il sogno e il reale
...quando arriva è presente, si sa

Io... opero ancora a cuore aperto
ma la prognosi è timida e riservata
proprio come ascoltare un concerto
e sentire una nota stonata

C'è acqua alta e un deserto di sabbia
tra la piazza e il cielo di questa città
una tromba di troppo e un velo di rabbia
e poi... c'è ipocrisia dentro la verità

C'è paura e partenza nei miei giorni neri
e guardo ancora il mio letto disfatto
non volevo e non ho prigionieri
non c'è amore quando questo è distratto

Io... opero ancora a cuore aperto
e la prognosi è timida e riservata
proprio come arrivare a un concerto
e scoprire che l'aria è ormai cambiata


(armando - ottobre 2005)
postato da: suffisso alle ore 17:52 | link | commenti (8)
categorie: le mie canzoni
martedì, 29 maggio 2007

In differenze

In Differenze

Testo di Susanna Parigi e Kaballà
Musica di S. Parigi

Passano gli schiavi
eccome, hanno catene invisibili.
Salgono da inferno e pietre
magri polmoni che respirano
polvere di ferro, nebbie di metallo
fianchi fieri e forti che cadono…

Ci sarà
Un dio che passa e che si ferma
Ci sarà?
Con un biglietto di seconda classe andata poi ritorno
noi giriamo il mondo, e il mondo gira noi
in differenze di seconda classe che non sanno niente;
occhi d'occidente noi:
lungo i binari scorrono veloci
restano lontani
dolori, stanchi e mani poi non ci sono più,
hanno lo sguardo di chi sta aspettando
un treno che è in ritardo
o che non passa più.

Passano le dita intorno a fili e telai;
le vedove di guerre,
vendono sorelle, figli
restano abbracci e seni inutili,
e sudano nei campi al canto del lavoro
poi cadono stanche con la morte accanto
e ballano su discariche e destini…ballano…

Con un biglietto di seconda classe andata poi ritorno
noi giriamo il mondo, e il mondo gira noi
in differenze di seconda classe che non sanno niente;
occhi d'occidente noi:
lungo i binari scorrono veloci
restano lontani
dolori stanchi e mani poi non ci sono più
hanno lo sguardo di chi sta aspettando
un treno che è in ritardo
o che non passa più.

E sarà sempre poco quando noi
gli avremo dato tutto

postato da: suffisso alle ore 12:22 | link | commenti (6)
categorie: radio-grafia

C'è sempre un motivo

C'è sempre un motivo
(quando scrivo una canzone)



c'è sempre un motivo
che mi spinge a partire
un impulso istintivo
che non serve capire

non serve che il cielo sia terso
o che ci sia la luna in questo verso
e neppure le stelle e tutto il resto
di ciò che è normale nell'universo
ché ogni volta è uguale, ogni volta è diverso
e poi, in fondo, è sempre lo stesso testo

il pensiero coinvolto
dentro questo tumulto
è un bambino sepolto
in un corpo già adulto
e non sarà mai prosciolto...
ma si aspetta l'indulto

e c'è sempre un motivo
che mi porta a tornare
uno spunto creativo
che mi fa innamorare

non serve che il cuore sia a fuoco
o che ci sia rischio in questo gioco
e neppure che sia chiaro lo scopo
perchè si cresce sempre poco a poco
e cucino emozioni come fossi... non dico
uno chef... e qualcosa rimane anche dopo

poi qualcuno ha risposto
dice: "dammi, l'aggiusto"
quel trenino nascosto
in un angolo angusto
e sembra pure disposto...
a giocare nel giusto

ché c'è sempre un motivo
per un nuovo cantiere
ed è quello che scrivo
quasi tutte le sere

non serve che in casa ci sia un piano
e neppure un liuto dietro il divano
anche se di per sé non è affatto strano
come avere un pastore maremmano
che scodinzola lieto e mi lecca la mano
poi mi guarda negli occhi e mi porta lontano

ma lontano è qui intorno
è così taciturno
e non c'è alcun ritorno
che sia questo il mio turno?
spero ancora in un giorno...
ma è un pensiero notturno 


armando (ik) - novembre 2004

postato da: suffisso alle ore 12:16 | link | commenti (1)
categorie: le mie canzoni
lunedì, 28 maggio 2007

Segna i sogni che spegni

SEGNA I SOGNI CHE SPEGNI


Così a volte vorrei dirti
più di quanto son capace
...e cercare di capirti,
di spiegarti che chi tace
non è vero che acconsente
vorrei dirti: mi dispiace
che talvolta per un niente
anche un fremito fugace
possa insistere a ferirti
o apparirti troppo audace
possa divenir movente
d'una gelosia tenace
figlia, evidentemente,
di quei sogni che son morti...


In quanti paesi non sono mai stato
ma non per questo rimpiango
un viaggio che non ho scelto
il coraggio che non ho avuto
il miraggio cui non mi arresi

E tanti sguardi non ho conosciuto
eppure ancora non rimpiango
gli specchi che non ho scelto
o quelli che non ho avuto
e quegli occhi persi tra miliardi

Chissà quante canzoni non ho ascoltato
i miei tempi di valzer e i tempi da tango
tempi lenti dal divenir svelto
opposti al rifiuto d'aiuto
e piango nel fango...
le mie emozioni


Segna i sogni che spegni
e disegna i tuoi passi con cura
chiuso a chiave tra solite mura
dove le chiacchiere non fanno paura
se pure ci provi...
o, pure, t'impegni


armando (ik) - ottobre 2004


postato da: suffisso alle ore 11:17 | link | commenti (9)
categorie: le mie canzoni
domenica, 27 maggio 2007

Non dimenticare

NON DIMENTICARE (Germano Bonaveri dall'album "Magnifico")

Non dimenticare che a volte serve respirare,
non dimenticare che piace a tutti stare fermi e farsi accarezzare,
non dimenticare che c’e’ sempre tempo per morire
e non dimenticare che anche un gesto senza senso può tradire l’intenzione…

Non dimenticare che ribellarsi e’ giusto e si può fare,
non dimenticare che l’ ordine consueto delle cose può cambiare,
non dimenticare che un cane a volte può disobbedire
e non dimenticare che a volte sono pazzo, come un pazzo da legare!

Voglio farmi sopraffare dagli istinti più bestiali
per vedere finalmente la mia foto sui giornali,
per scoprire fino in fondo se la vera libertà
sta nel fare in ogni caso tutto quello che mi va .
Per sapere se colpisce più la mia depravazione
o l’ indulgenza di un politico in campagna elettorale,
perché resta sempre il dubbio che ogni santa conversione
sia mediata dal bisogno di un potere temporale…

Voglio farmi sopraffare dagli istinti più bestiali
per avere il beneplacito degli intellettuali,
così abili a trovare una sagace spiegazione
ad ogni forma estemporanea di prevaricazione:
c’è una grande confusione
tra realtà immaginazione.

Non dimenticare che a tutto si può rimediare.
Non dimenticare che basta saper scegliere da quale parte stare,
non dimenticare che stare in qualche posto non vuol dire appartenere
e non dimenticare che anche un cane a volte sa disobbedire.

Non dimenticare la tua giusta e naturale inclinazione,
non dimenticare che a qualcuno può sembrare perversione,
non dimenticare che ogni tanto ci si deve abbandonare,
non dimenticare che a volte siamo pazzi, come pazzi da legare!

Potrei rendere palese il mio malessere sociale
assalendo un pensionato mentre arranca per le scale
o rompendo le vetrine in una manifestazione
e comunque indosserei gli stessi panni da coglione .
Potrei essere diverso, potrei essere speciale
con un piercing conficcato nella zona genitale,
potrei essere qualcuno cui non voglio assomigliare
potrei essere qualcuno che non voglio diventare.

Voglio farmi sopraffare dagli istinti più bestiali
per avere il beneplacito degli intellettuali,
così abili a trovare una sagace spiegazione
ad ogni forma estemporanea di prevaricazione:
c’è una grande confusione
tra realtà immaginazione.

postato da: suffisso alle ore 18:45 | link | commenti (1)
categorie: radio-grafia
martedì, 22 maggio 2007

Por donde se sale?

POR DONDE SE SALE?


Un cartello, due parole...
m'indicavan sin' a ieri
che sui sogni e sui pensieri
non tramonta mai il sole

un castello, due bicchieri
e, come suole in questi casi,
un amore senza "quasi"...
e sembra quasi che non c'eri.

Mi convinci ch'è normale
e confondi i desideri
poi colpisci volentieri
e non t'accorgi che fai male.

Sono foglie un po' sciupate sopra rami di misteri,
sono fogli e segni neri che han le ali delicate.
Sono donne che ho sposato, sono mogli di guerrieri,
sono fiori ai cimiteri... messaggeri del mio fato.

Quante frasi dedicate
alle dame, ai cavalieri
agli umori più sinceri
alle storie disperate

Ma i miei versi, quelli veri
quelli che mi fanno vivo,
i più belli... non li scrivo,
me li tengo prigionieri

Tutto il resto è materiale
che raccolgo nei quartieri
del dolore e dei piaceri:
il pretesto... è strumentale.

Sono foglie un po' sciupate sopra rami di misteri,
sono fogli e segni neri che han le ali delicate.
Sono donne che ho sposato, sono mogli di guerrieri,
sono fiori ai cimiteri... messaggeri del mio fato.



armando - 30 giugno 1993

 

postato da: suffisso alle ore 15:11 | link | commenti (12)
categorie: le mie canzoni
martedì, 08 maggio 2007

Se non dormi... che fai?

Se non dormi... che fai? (ciao Signor G)

 

 

Ciao... non è semplice da dirsi

e poi il gioco l'hai iniziato tu

fuggire e nel sogno incontrarsi...

ma ho cambiato casa e ancora non lo so

 

fidarci di che? del destino?

siamo dentro un sogno collettivo,

dentro quest'assurda canzone...

e sorridendo ci prendevi in giro

 

non c'è tempo per credere

siamo quelli che non sono un granché

e tu da qui a lì sarai già cambiato

non si può star tranquilli con te

 

che fai ancora su quel palco?

eccola qui la tua chitarra

posso solo farti da spalla, lo sai

e poi se non dormi... che fai?

 

forse ho sciupato un'occasione

avrei voluto più tempo per parlare

ma il tempo è solo una finzione

e forse è colpa mia e ancora non lo so

 

Certo, non si sogna mai a caso

e mi diresti ch'è questione di "naso",

sapessi quante volte abbiam parlato...

di quei giorni che m'hai telefonato

 

E fantastico, ti piaccia o non ti piaccia

averci chiuso la porta dell'oasi in faccia

andare via così all'improvviso...

senza dirci sulla spiaggia chi cazzo s'è ucciso 

 

ma che fai ancora su quel palco?

eccolo qui l'asciugamani

posso solo farti da spalla, lo sai

e poi se non dormi... che fai?

 

 

armando e lisa - ottobre 2004

postato da: suffisso alle ore 11:54 | link | commenti (2)
categorie: le mie canzoni, gaber
domenica, 06 maggio 2007

Oggi Ho Vinto A Risiko (Kama)

KAMA (Alessandro Camattini)

Oggi Ho Vinto A Risiko


Carrarmato spostati un po’ più in là
che arrivo con un camion di balocchi
in verità tira i tuoi dadi e pensa a quello
che dai figli poi non torna

Io la guerra la faccio a Capodanno
e ammazzo i miei amici mentre bevo
tu il nemico neanche lo guardi in viso
invece io gli sputo in faccia il fumo

Oste mesci e poi
offri un giro al nostro colonnello
oggi ho vinto a Risiko
che c’ho il fisico

Colonnello dopo una vita verde
fatta di saluti e spazzolone
il tuo vino scivola lento
oppure è sangue che ti soffoca la voce

Nero o rosso scegli il colore e tira
ancora e non perdere il sorriso
gioca con chi delle tue bombe ha ancora il segno
ma non credere che vincerai

postato da: suffisso alle ore 19:19 | link | commenti (5)
categorie: radio-grafia