venerdì, 27 aprile 2007

Spazzatura di pensieri

spazzatura di pensieri

ho corso lungo mille sentieri
alla ricerca di una vita futura
ch'è stata rinvenuta ieri
nel cassonetto della spazzatura

ricoverati i miei pensieri
con cinquant'anni di sutura
e un medico o due infermieri
a fare prognosi senza misura

affare insolito senza bicchieri
brindare a collo con birra scura
blindare bande e contrabbandieri
calce su fogli in bella scrittura

scacco d'un matto scacco d'alfieri
folle pensare ci fosse la cura
e intanto sorgono nuovi quartieri
alla periferia della cultura

non più le foto di vecchi barbieri
mura e botteghe di vecchia clausura
niente più fragole solo stallieri
ma sotto c'è merda non è segatura

all'orizzonte vedo nuovi cantieri
a speculare sulla nostra paura
servita ai tavoli da camerieri
e quei deputati alla disinvoltura

quei trasformisti di mille mestieri
quei senza volto e senza fattura
che sorridendo fanno i cassieri
da quando nasci fino a sepoltura

perché non fanno mai prigionieri
e non c'è scampo a morte sicura
sono un manipolo di giardinieri
che fanno scempio d'ogni natura

siano politici o siano banchieri
o cavalieri di mafia e sventura
io non ne parlo mai volentieri
sono lo sporco che non si depura*

*per i bolognesi: "sono lo sporco che non si sgura"

armando - aprile 2007

 

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categorie: le mie canzoni
giovedì, 26 aprile 2007

bianco, ma cigno

Bianco, ma cigno

 

 

Mi dici che non apprezzo l'energia,

probabilmente non ha prezzo la simpatia

e non m'importa la ricerca di un'identità:

io credo sempre e solo alla semplicità.

 

E non sopporto più nemmeno la parodia

di chi è convinto e aspetta ancora un messia

e poi, comunque, non m'illudo facilmente:

l'oppio, io, l'ho già rispedito al mittente.

 

Perché non c'è santo che sia normale

o religione che sia naturale

e non c'è Dio che non abbia uno scopo

o paradiso che non sia sempre dopo,

 

ma l'esigenza è ogni giorno più urgente,

è necessario un nuovo detergente,

idratante, efficace e funzionale:

un detersivo, finalmente, per l'igiene mentale.

 

M'infastidisce ogni forma d'ipocrisia,

sia un nuovo altare oppure un'altra democrazia,

vecchie promesse condite d'eternità

o, ancora, profeti d'ogni tipo di divinità.


In tutte le città, in ogni periferia,

c'è assoluto bisogno di pulizia

e voglio un cigno, e lo voglio bianco:

'ché il sogno è finito e sono troppo stanco.

 

Perché non c'è santo che sia normale

o religione che sia naturale

e non c'è Dio che non abbia uno scopo

o paradiso che non sia sempre dopo,

 

ma l'esigenza è ogni giorno più urgente,

è necessario un nuovo detergente,

idratante, efficace e funzionale:

un detersivo, finalmente, per l'igiene mentale.

 

armando - luglio 1992

 

postato da: suffisso alle ore 15:29 | link | commenti (3)
categorie: le mie canzoni

remeron

remeron... non so chi sia
l'ho "incontrato" per caso
in un blog lungo la via
l'ho cliccato un po'... a naso
attratto forse dalla sua follia
di chi fugge, chi è evaso
da formalismi e monotonia
goccia di troppo nel vaso
a traboccare come la mia
perfetta enormità d'intaso
direbbe king... e così sia
Nero su nero
(De Gregori - Instant Karma)

E adesso puoi sentirne il respiro sul collo, puoi sentirne l'odore
puoi scoprirne gli accordi, il ritmo e la melodia
e se clicchi e trascini su schermo, puoi distinguerne le parole
e dietro ai messaggi smascherare il colore
nero su nero si replica senza rumore
nero su nero si replica senza rumore

E tutto ho veduto e tutto ho saputo e adesso m'accorgo
di tutti i colori di questa tua bloggheria
e come la tua mano cliccava
quanto cliccava la mia
e ogni parola sul mondo diventava follia
nero su nero non macchia, va subito via
nero su nero non macchia, va subito via

E tutto è già scritto e tutto è già letto e tutto è postato
in questi blog che stan diventando un miliardo e anche più
E non ti comunica niente il commento che ti sto lasciando
ma che strano, nessuno lo può più vedere se non selezionando
E nero su nero e nero su nero soltanto
E nero su nero e nero su nero soltanto

Stai scrivendo oppure fai finta anche tu?
Stai postando? O stai pensando anche tu?

Che siamo chiusi dentro un monitor nero
nessuno risponderà
Chiusi in un monitor nero
nessuno ci saluterà
Chiusi in questo monitor nero
e nessuno mai ci linkerà

E adesso puoi trovarmi con la faccia pulita nel profilo su splinder
Oppure sepolto vivo in una bloggheria
O sperduto tra link e commenti tra le righe di un post sull'inter
O seduto a guardare sul monitor ascoltandomi Gaber
nero su nero leggero
ti saluto piano
nero su nero leggero
ti saluto piano
nero su nero leggero
ti saluto piano.

Ciao, Armando
postato da: suffisso alle ore 14:53 | link | commenti (3)
categorie: blogger, parodie
martedì, 24 aprile 2007

Gaber

Dialogo IV

- voglio rovesciare le strutture, voglio liberare il lavoro, perchè sono un rivoluzionario...io!
- no sei il solito testacchione, che per sfogare le sue libidini gioca a fare il rivoluzionario... finto!

- sei tu un rivoluzionario finto!
- no! io sono un rivoluzionario

- no, io sono un rivoluzionario!
- no, io, mi dispiace, io sono un rivoluzionario

- la polizia! la polizia!
- no no, no calma, non arriva la polizia, cosa ci viene a fare qui la polizia? è un effetto, è un effetto registrato. quali sono i casi in cui viene la polizia? ...non questi. la nostra libertà di parola è la misura della loro potenza. no, voglio dire che ti lasciano il tuo spazio libero, quello... quello che chiamano libertà... ma con questo spazio tu non hai nessuna partecipazione, o meglio nessuna incidenza. nel senso che non hai nessuna possibilità di sovvertire o di modificare qualcosa. in poche parole... non si riesce mai a dar fastidio a nessuno.

(Giorgio Gaber - Dialogo tra un impegnato e un non so)

 

postato da: suffisso alle ore 16:33 | link | commenti (2)
categorie: gaber, radio-grafia

Inganno

Rudy Marra - Trompe l'oeil (L'inganno)



Facciamo finta eh, facciamo solo finta...

Facciamo finta che un giorno mi sveglio e dico quello che voglio
Come un pazzo senz’arte ne parte,
come uno che viene da Marte,
che bussa alle porte si mette in disparte e parla del mondo.

Facciamo finta...

Facciamo finta che mi venga da dire che c’entra Dio
col potere, il denaro, le scuole, le guerre, il pudore, il peccato mortale.
Ma chi è l’uomo in bianco che parla al balcone
e quello in turbante che spiana il cannone
Cos’è? ah, religione...

Facciamo finta...

Facciamo finta che per rilassarmi accendo la televisione
e guardando spettacoli vari
mi turbi la coscia di quella che balla
e mi venga l’angoscia di un dubbio che striscia,
d’importanza vitale.
La differenza che passa tra una showgirl ed una mignotta
è quantomeno se mostrare il culo su un calendario
è diverso che mostrarlo in strada, sul raccordo anulare.

Facciamo finta eh...

Cioè non mi viene neanche lontano pensare
che in tv ci sono stelle firmate
che vanno in vacanza su barche da sogno
parte dell'harem dello sceicco di turno
e che una volta a suo tempo
che era vivo mio nonno
si chiamavano zoccole.

E' che l'Umano
ha bisogno sempre di fare finta
è un animale imperfetto
ha bisogno del falso
per vivere quello che c'è
Limitare lo sguardo a qualcosa che sembra reale
mentre invece è soltanto illusione
è un trompe l'Oeil.

Facciamo finta, solo finta...

Facciamo finta che mi vengano in sogno le pecore in gregge
e i cani lupo che fanno la guardia
che tutto converga
sia in fila perfetto
sia senza difetto
sia dentro un recinto
respinto ogni attacco da fuori
E che mi vengano in mente certi signori
che stanno al comando seduti al Governo
con gli apostoli intorno
a destra, a sinistra,
in alto, in basso,
al centro, di lato,
di sopra e di sotto.

E' che l'Umano
ha bisogno sempre di fare finta
è un animale imperfetto
ha bisogno del falso
per vivere quello che c'è
Limitare lo sguardo a qualcosa che sembra reale
mentre invece è soltanto illusione
è un trompe l'oeil.

Facciamo finta...

Facciamo finta che io non abbia nient'altro da dire:
per esempio sui giornalisti sportivi,
sulla foglia Maria,
sulla vita in diretta,
sulle fotomodelle, gli stilisti finocchi,
sull'inquinamento,
sugli americani e sui talebani
sui global, no global, i glocal,
i marchi, i parchi, i porci, i piercing
e i girotondisti.

Facciamo finta eh...

Facciamo finta che un giorno mi sveglio
e dico quello che voglio
Facciamo finta, facciamo solo finta.
Anche perché sono convinto
che la maggior parte
non sa nemmeno cos'è
un trompe l'oeil.

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categorie: radio-grafia

La zampa d'agosto

 

La zampa d'agosto (Buddenbrooks)

Dietro le pietre di queste pareti
di pallida crema e grigio di malta
c'è vita d'asporto di giorni consueti
c'è vita di porto e diporto non basta

C'è luce di onde a spegnersi intorno
schiuma di sponde a infrangersi in roccia
aria che evapora e varia nel giorno
acqua in bottiglia a fingersi doccia

Si vola nei passi di certi paesaggi di via
e ti sogno sognarti i miei sogni segreti
sei tu e non ti vedo prostrata follia
riflessa su specchi di sassi e di reti

Il viaggio è coraggio e calpesto le aiuole
birra e sudore sono il blando pedaggio
e raggi di sole proprio sopra le suole
che trascino, consumo e mi tengo in ostaggio

Siamo tutti più nudi davanti al mare
più o meno asciutti, più stupidi o meno
più scotti di studi quand'è ora d'andare
verso altri lidi o su un altro treno

Ma dietro ogni volo c'è già un atterraggio
c'è già un equipaggio che non ci fa sconti
che si parta di marzo o si parta di maggio
sì parla del tempo e non siamo pronti


Armando - aprile 2007

 

postato da: suffisso alle ore 11:39 | link | commenti (2)
categorie: le mie canzoni
lunedì, 23 aprile 2007

Carosello

 

Nella Pampa sconfinata, dove le pistole dettano legge,
va il Caballero misterioso in cerca della bellissima donna che ha visto sul giornale.
S'ode un grido nella Pampa: Carmencita abita qui.

- Carmencita! Lo posso torturare?
- ma cosa vuoi torturaaaare tu... porta pasiensa.
- Uh, che maniere! Qui fanno sempre così perché loro sono grandi e io sono piccolo e nero...
- è un' ingiustizia però!
- No, tu non sei nero, sei solo sporco...
- No, non esiste lo sporco impossibile.
- Ajax, lanciere bianco, più forte dello sporco.
- Lei è un fenomeno, ispettore: non sbaglia mai.
- Non è esatto! Anch'io ho commesso un errore: non ho mai usato la brillantina.
- Basta la parola!
- Ah! Aperol!
- Se c‚è la goccia è GIM.
- Piuttosto... come mai non siamo in otto, eh?
- Perché manca Lancillotto
- Ecché, c'ho scritto Joe Condor?
- Sei mia, chiudi il gas e vieni via.
- Ma mi lasci... non c'ho la mutua!
- Tolon tolon tolon tolon... eh ...hop!
- Oh, no: su De Rica non si può!
- Cimabue, Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due.
- Eh, che cagnara, sbagliando si impara!
- Cala, cala, cala! Cala Trinchetto!
- Brava brava Maria Rosa, ogni cosa sai far tu qui la vita è sempre rosa, solo quando ci sei tu!
- Ma cosa ha fatto? L'ha aperto?
- Certo! Io a scatola chiusa compro solo Arrigoni!
- Malgrado tutto hai sempre una buona cera!
- Ottima direi, è Cera Grey!
- Le stelle sono tante, milioni di milioni, la stella di Negroni, vuol dire qualità.
- Bella dolce cara mammina, dacci la caramellina...
- La pancia non c'è più!
- Bidibodibù. Bidibodibù. Bidibodibù. Bidibodibù.
- Voglio la caramella che mi piace tanto e che fa du du du du Dufour.
- Se nel disegno vuoi prender otto, matite Fila pastelli Giotto.
- Contro il logorio della vita moderna...
- Ma cosa fa con quell'arnese? Ostacola il traffico!
- Devo dipingere una parete grande, ci vuole il pennello grande!
- Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello.
- Mama, mama, lo sai chi c'è, spalanchiamo le finestre, l'è tornà col circo equestre, l'è tornà col circo equè
- El dindonderoooo
- l'è lì, l'è là, l'è la che l'aspettava,
- l'è lì, l'è là, l'è la che l'aspettava,
- l'è lì, l'è là, l'è la che l'aspettava,
- l'è lì che aspettava Miguel
- Miguel son mi!
- e ti, e ti, e ti no dixe niente,
- e ti, e ti, e ti no dixe niente,
- e ti, e ti, e ti no dixe niente,
- e ti dixe niente a Miguel.
- Miguel son sempre mi!
- O-o-orzoro è buo-o-no con tutti proprio tutti i bei bambi-i-ni
- nel latte del mattino e poi quando ti va
- si beve che è un piacere e va giù che è una bonta!
- Con la ricetta della nonnina, zucchero, latte, fior di farina,
- son fabbricati i biscotti Doria, un nome da imparare a memoria.
- Petrus l'amarissimo che fa benissimo!
- Vecchia romagna etichetta nera... il brandy che crea un'atmosfera.
- Non è vero che tutto fa brodo, è Lombardi il vero buon brodo!
- Quando la moglie non c'è mi tocca far tutto da me!
- Ma signora badi ben che sia fatto di Moplén.
- Laggiù nel Montana tra mandrie e cow-boys
- c'è sempre qualcuno di troppo tra noi
- Black Jack va dicendo che troverà il modo
- di farmi sembrare un bel colabrodo
- però se a provarci un bel dì lo costringo
- vedremo chi cola, parola di Gringo.
- Dal più antipatico dei suoi brutti grugni
- m'ha fatto sfidare a un incontro di pugni
- e per ricevuta quel grugno demente
- con mezza percossa rispedisco al mittente
- ed ora a noi due sporco fiore del fingo
- eh sarebbe 'del fango' ma è per far rima con Gringo.
- In piazza in attesa c'è tutto il villaggio
- la Dolly è tremante e le faccio coraggio
- saliamo sul ring ed inizia il gran ballo
- ma Black ha per pugno un ferron di cavallo
- così che di un metro all'ingiù mi restringo
- ma adesso gli faccio vedere chi è Gringo.
- Lo invito alla carica lui parte in seconda
- mi scanso e le corde facendo da fionda
- ti fanno volare quel grosso salame
- a testa all'ingiù in un bidon di catrame
- così che ora sembra un nativo del Chingo
- ehm Congo, mannaggia la rima con Gringo.
- E adesso siam giunti alla resa dei conti
- siam fermi di fronte immobili e pronti
- qualcuno di noi deve fare trasloco
- sarà mezzogiorno, mezzogiorno di cuoco
- e vedendo la carne Montana che stringo
- alé, vengon tutti a mangiare con Gringo.
- Mangiate Montana, è carne ben scelta,
- così, in gelatina, è pratica, svelta,
- il tipo normale o esportazione,
- in casa, all'aperto, in ogni occasione.
- C'è poi Jambonet che puoi fare a fette,
- comunque le mangi son sempre perfette.
- Così nutriente, appetibile, sana,
- è carne ben scelta, è carne Montana.

 

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categorie: pubblicità
mercoledì, 18 aprile 2007

Stronzate... filosofiche

 STRONZATE
di Harry G. Frankfurt
(un saggio filosofico)
Rizzoli € 6,00

Vacue scemenze infestano i dibattiti televisivi, le pagine dei giornali, la politica.
Eppure mancava una chiara definizione delle stronzate, del loro significato e di quanto siano nemiche della verità ben più delle menzogne. Attraverso riflessioni su Wittgenstein, Pound, sant'Agostino, questo libro rigoroso e irriverente - clamoroso bestseller negli Stati Uniti - rappresenta un primo passo in direzione di una "teoria delle stronzate" e una brillante analisi critica della cultura contemporanea.

«Uno dei tratti salienti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Tutti lo sanno. Ciascuno di noi dà il proprio contributo. Tendiamo però a dare per scontata questa situazione. Gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate ed evitare di farsi fregare. Così il fenomeno non ha attirato molto interesse, né ha suscitato indagini approfondite. Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza di cosa sono le stronzate, del perché ce ne siano così tante in giro, o di quale funzione svolgano».

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categorie: di-letto

Complimenti... a prescindere

Compliments

We sit and we sigh
And nothing gets done
So right, so clued-up
We just get old

And all the while
Been torn asunder

Nicotine
And bacteria

What are we coming to
What are we gonna do


(Bloc Party)

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categorie: radio-grafia
mercoledì, 11 aprile 2007

Frustrazioni

La Roma viene travolta dal Manchester United per 7-1 e, oltre all'eliminazione dai quarti, stabilisce un record negativo: mai nessuna squadra italiana aveva subito un passivo così pesante ai quarti di Champions League o di Coppa Campioni.

FRUSTRAZIONI (Mogol, Battisti, IK)

Seguir con gli occhi uno squadrone sopra un prato e poi
ritrovarsi a subire
e sbracarsi felici sopra l’erba ad applaudire
un sottile dispiacere.
E di notte passare con lo sguardo la partita per scoprire
dove il sogno va a finire
Domandarsi perché quando cade la tristezza in fondo al cuore
come la neve non fa rumore
e giocare come pazzi inconcludenti
nella notte per vedere
se poi è tanto difficile soffrire.
E perdere la faccia a confermare
qualcosa che
non sai perché
ma nella mente tua già c’è...
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
frustrazioni
tu chiamale se vuoi
frustrazioni.

Uscir dalla tua area di rigore piano piano a lento passo
fin dove ti è concesso.
calciare più o meno come un calciatore senza vigore
e poi gridare: è dentro,
questo è rigore!
E ritrovarsi a terra su quel prato verde
con la squadra rossa che non perde
contro la giallorossa
E prendere a pugni i poliziotti proprio come un tifoso inglese
dimostrando che tutto il mondo
è paese.
E chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
non sai perché
ma nella mente tua già c’è...
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
frustrazioni
tu chiamale se vuoi
frustrazioni.

postato da: suffisso alle ore 11:21 | link | commenti
categorie: parodie